5 novembre , una mattina come le altre, non per i 12.000 che vorranno prendere il via alla novecolli del 18 maggio  a cesenatico

ore 9:30 sono sull’home page, loggato col mac, eeepc acceso, carta di credito precaricata dei 60€ richiesti per l’iscrizione, ipad fisso sul thread novecolli del bdc-forum , è come essere in griglia prima della partenza, si chiacchiera, la tensione sale, si spera di non vedere i crash dei loro server come successo nella edizione precedente.

hanno alzato l’iscrizione di 10 euro, avranno potenziato i server! 

(con 120.000€ un pc ci esce! )

ci siamo ore 9:59, aggiorna, aggiorna, aggiorna, sono dentro, mi loggo e si frizza tutto! noooo ci risiamo, occhio al forum, tutti piantati, è come alla pima salita della novecolli ci arrivi con 40km/h di media e poi tutti oooooooh e piede a terra!

qualche forumendolo dice che è riuscito a preiscriversi, nel casino mi iscrivo due volte, 4 sessioni aperte su due pc, però è fatta, iscritto n.270, in 4h è tutto sold-out, bruciate 12.000 iscrizioni, solito incasso da paura, la novecolli riempe gli alberghi della riviera, portando 12.000 competitivi+1800 cicloturisti con famiglie al seguito.

arrivano  da tutta europa, pullman di ciclisti tedeschi col rimorchio per le biciclette, fiere nei giorni precedenti la gara e mille manifestazioni di contorno, una festa planetaria, basta partecipare una volta per tornarci tutti gli anni.

ci siamo, giorno prima della partenza, prole febbricitante, per la febbre!!!

solita gita a cesenatico a monte.

è da gennaio che ho in testa la novecolli, devo migliorare il mio tempo di 15 minuti,

alsataccia, 3:30 in piedi (2h prima della normale sveglia settimanale), giro al microonde per la pasta integrale cotta la sera prima, vestizione fulminea, cardio indossato, chip alla caviglia, carico la bici, alle 4:00 sono in strada, domenica, 11gradi, buio, non gira nessuno.

esco a rimini nord, al casello ci sono gruppetti di ciclisti fuori dalle loro auto, sulla statale vs cesenatico c’è un traffico da ora di punta, esco cautamente all’uscita prima, non devo far altro che seguire il flusso delle auto, arrivo in un mega parcheggio, sono le 5:00, c’è solo la luce gialla dei lampioni, auto con portelloni aperti, bici sul fianco, tutto procede con un silenzio mistico, vestizione, sfiati di pompe,  acqua nelle borracce, due mini barrette, due gel, un toast tagliato in due nella stagnola, tutto pronto, troppo buio per indossare gli occhiali da sole.

adesso non rimane che pedalare fino alla mia griglia gialla, basta immettersi nella marea continua di ciclisti che sono in strada, tutti vs un unica direzione, le griglie di partenza.

sembra di essere in una corrente oceanica guidati dall’istinto, trovo un gruppo con il numero giallo sulla schiena, seguo loro, mi fermo al canale scatto due foto, sono in griglia.

si parla tra vicini, io è la prima volta che vengo, la mia prima è stata dieci anni fa, oggi è l’anniversario della scomparsa di pantani, certo che la romagna, intanto i minuti passano, il tempo scorre, lo speaker romagnolo improvvisa nel suo inglese maccheronico  wiilcom wiilcom, goodde laakke, goodde laakke, un ciclista fora il copertone, sembra l’assessore cangini di zelig, mancano solo i saluti ad erminio-ottone !

sono le 6:00, si scalpita, ma lo start per la griglia gialla arriva alle 6:15, pochi istanti prima del via, il mio vicino di griglia, da fermo si sbilancia e mi cade addosso, niente di che, appoggia male il piede e si rompe la sua tacchetta della scarpa, un occhiata veloce, non vedo danni,  ormai ci siamo possiamo solo partire, è il punto di non ritorno, goodde laakke, goodde laakke,  inciampo, ogni volta che il tipo dice goodde laakke goodde laakke un ciclista muore!

passo sotto lo start, avvio il garmin, testa bassa, si vaaaaaa

pochi istanti, il garmin non rileva la cadenza della pedalata……..anche la distanza è ferma a 800mt……nooooo oggi ha deciso di smettere di funzionare.

spengo, resetto, riavvio, si viaggia ai 40km/h…..niente…niente….niente !!!!

avrò perso i magneti, penso.

un occhiata veloce, ci sono, anche il sensore è al suo posto, oggi non posso viaggiare senza il mio contagiri , basta mi fermo e controllo.

il sensore è spostato, non rileva il magnate della pedivella, è troppo distante,lo sposto e riparto….vedo la cadenza!

la distanza è invece piantata!!!! che palle, altra sosta, riallineo il sensore, la mia griglia è ormai quasi sfilata tutta, inutile buttarsi all’inseguimento e sprecare energie, mi piazzo al mio passo, sono in scia ad un drappello, si viaggia veloce, 28km di rettilineo ai 40km/h fissi, è un trasferimento, il garmin c’è, ho tutti i miei numerini in ordine, sono al sicuro, devo solo godermi la giornata e limare il quarto d’ora.

prima salita, si sale al passo di quelli che hai davanti, meglio ho una scusa per non strafare, siamo al 33°km, si scende e poi si sale di nuovo fino al 37°, dietro alla tabella porta numero attaccata sul manubrio ho l’altimetria del percorso, con i km ed i tempi del 2013, tutto sballato perché due soste ed un riavvio del garmin hanno traslato tutto di 2,5 km ed un paio di minuti.

al 37° dovevo arrivarci dopo 1:10h, il garmin segna 1:02h, bò, la strada scorre veloce, in discesa bisogna stare all’occhio, dita sui freni, tengo famija, la specialissima scorre oltre i 60km/h, solo a casa scopro di avere registrato la massima in discesa a 68km/h, in quei momenti meglio avere lo sguardo sulla strada e sui compagni di pedalata

c’è una fauna pazzesca, bici di ferro con soggetti strani, bici da cronometro, gente che tira rapporti disumani, si sente parlare inglese, tedesco, skilirò ipertatuato mi passa sulla sinistra in sella alla sua dosnoventa, non sembra neanche faticare.

tengo i battiti sotto controllo, non ha senso andare oltre la soglia in questa fase della gara, salgo agile del mio passo, è evidente come rispetto al 2013 sia più allenato, sono quasi sempre sulla sx in corsia di sorpasso, non sento la fatica, passo gente stravolta, a me viene voglia di fischiare, mi limito per non passare da sborone, la gente che viaggia forte è nelle griglia davanti alla mia.

metà gara, siamo al 60°, si scende e si risale fino al 66°, il tempo di riferimento è 2:22h, il garmin segna 2:07h non stò a fare i calcoli con i 2min persi, ma è evidente che oggi la bici scorre ed io sono soddisfatto, devo mantenere il vantaggio, 

un po’ di saliscendi e poi mi aspetta il barbotto all’86°, 4,5km con pendenza media 8,3% e strappetto all’ultimo km del 18%, mi godo il panorama collinare, i calanchi,  sempre con l’attenzione necessaria, la stanchezza si percepisce, ci siamo, ecco il barbotto, passo sul tappetino di inizio salita, il mio chip bippa, un occhio al garmin, segna 3:05, 29min è il tempo del 2013, devo fare meglio ma non posso farla a tutta, mi pianterei all’ultimo km.

le gambe frullano, i battiti sono alti, il fiato fa rumore, devo solo mantenere il passo.

si sale in un serpentone umano, qui non sei mai solo, c’è spazio se si hanno  le gambe per passare, ecco il cartello dell’ultimo km che avverte come una minaccia la pendenza massima del 18%, scatto una foto con l’iphone, a destra tutti quelli che si sono piantati a vanno su a piedi, piuttosto che mettere il piede a terra mi sparerei, che poi tutta sta tigna da dove sarà uscita, a qust’ora serei ingegnere altro che economista, vabbè questa è un’altra storia, ci siamo si sente il deejay che ci incita, ai lati della strada è pieno di gente che applaude neanche fossimo al giro d’Italia, sono in piedi sui pedali, si svetta, passo sul tappetino di fine salita, bip del chip ed il garmin segna 3:29 e rotti, 5 minuti recuperati, sono stravolto, musica a palla, urlo un vaffanculo e finalmente rialzo lo sguardo.

la strada sale ancora ma con pendenze più umane, devo arrivare al 100° e poi non ci saranno più salite di rilievo, tranne i due cavalcavia, si i due cavalcavia, quando ci arrivi con oltre 100km a palla sulle gambe i due cavalcavia finali sono un calvario

mi rimane mezza borraccia, devo rifornire, i ristori sono affollati come una sagra paesana, conosco una fontanella sul percorso dove rifornire senza fila, riempite le borracce si riparte.

mi serve un gruppo per stare in scia, ne provo diversi, tropo veloci, troppo lenti, i km passano, in discesa mi accorgo di essere molto prudente, quello che recupero in salita al gruppo lo perdo in discesa, vanno giù come pazzi, il mio quarto d’ora l’ho recuperato, sticazzi, arriva la pianura, sono in testa ad un gruppetto di disperati che non concede cambi, hanno i crampi, mi chiede il più coraggioso se può stare in scia, tranquillo gli dico, non mi fai faticare di più, vedo il lontananza un ciclista, mi accodo e si incazza e sbraita perché voleva stare in scia lui,  poco male mi alzo sui pedali e lo semino, mi aggancio ad un altro treno, finalmente posso rifiatare.

mancano pochi km, ci passa un gruppo di forsennati, ecco il gruppo con cui arriverò al traguardo, mi accodo, questi viaggiano veloci, ci siamo poche curve ed è finita, niente li perdo troppo veloci, ma ormai e fatta vedo il traguardo, sono sul lungomare, la gente applaude, ho vinto il mio quarto d’ora, fermo il garmin, mi arriva un sms dal servizio cronometraggio che mi comunica il tempo di 4:45h, sono strafelice, alla grigia blu però accedi con un 4:30h, vado a casa con l’obiettivo per il 2015 !!!

chiudo in 1796-esima posizione su 6290 partecipanti sul percorso da 130km

358-esimo di categoria (per età) su 979

non sono numeri spaventosi, ma sono i miei e me li sono sudati.

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