Lavalorosa è entrata di diritto tra i  mie appuntamenti annuali di rilievo.

quest’anno mi sono goduto la festa del giorno prima, bancarelle d’epoca, bici, vestiario, pezzi di ricambio, avrei comprato tutto, ma ho volutamente lasciato il portafogli a casa!

competizione, garmin, cadenza, strava, medie, sono parole prive d’importanza, oggi si festeggia l’anima più pura del ciclismo, la condivisione, la voglia di esserci.

la divisa e la viner del 1986 di mio padre attendono questo appuntamento per sgranchirsi e prendere aria.

arrivo di prima mattina, la piazza è gremita, auto con sportelli aperti , spille da balia per il numero sulla schiena, si sfoggiano telai in acciaio, ruote a basso profilo e completi di lana.

piove, mentre raggiungo la piazza mi dicono, che peccato questa pioggia vi rovinerà la giornata, ma guardi che noi siamo valorosi, checcefrega!

si parte ad andatura controllata, bastano le prime lievi salite per capire che si pedala su qualcosa che richiede rispetto e si devono prendere le misure coi rapporti, freni, guidabilità !

foto di gruppo al museo del balì, si riparte, gruppo compatto, primo mega ristoro in piazza a fossombrone, piove.

si procede verso il furlo, la pioggia è ormai parte della giornata non ci faccio più caso, sono più concentrato a far star la bici in strada, le misure le ho prese, in pianura si viaggia veloce, la velocità percepita è mostruosamente più alta di quella reale.

si arriva al secondo mega ristoro, si appoggiano le bici sotto gli alberi, si cerca un riparo, ma ormai siamo zuppi, si mangia, si attende che il gruppo si ricompatti e si riparte insieme

siamo al giro di boa, l’arrivo è al ristorante la greppia, la strada è lineare, mi diverto a spingere la bici oltre quanto dovrei, saranno i rapporti disumani ma le salitelle finiscono presto ed i quadricipiti sono in fiamme

gli incroci sono stoicamente presidiati da persone eccezionali , ringrazio ogni presidiante e punto verso la greppia.

i freni, pigri sull’asciutto, col bagnato oggi non assolvono alla loro funzione, il cambio genera rumoracci, speso cambia marcia in automatico, decide lui, posso solo adeguarmi e richiedere uno sforzo ulteriore alle gambe.

ultimi tratti ecco le  rastrelliere, musica dal vivo e buffet pazzesco, sarà pure la decima tappa del giro d’Italia, ma è anche un giro di tavola senza eguali.

organizzazione maestosa, non può filare tutto liscio, sotto una pioggia battente, non prevista dal nessun meteo, se alla base non ci sono mesi di preparazione, autorizzazioni, segnaletica, scorta, ristori, volontari, pachi gara.

oggi ho pedalato per oltre 75km su una bici di trenta anni fa , mi sento un valoroso anche per le condizioni avverse che hanno reso ancora più unica questa giornata, ma i veri valorosi sono gli organizzatori.

grazie di cuore, ci vediamo il prossimo anno, il giorno prima farò digiuno!

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